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La Robiola di Roccaverano

La storia della robiola - Questa delizia piemontese ha un’origine molto antica che risale all’epoca dei celti. Gli stessi romani l’apprezzarono molto dandole il nome di robium per via del caratteristico colore rossiccio che acquisisce in superficie durante la stagionatura.

Il territorio di produzione - La Robiola D.O.P. nasce nella Langhe astigiane. Questa regione storica del Piemonte è situata tra le province di Cuneo e di Asti, a ridosso della Liguria. Le Langhe sono caratterizzate da un territorio prevalentemente collinare che regala dei paesaggi mozzafiato grazie ai pascoli, ai vigneti e agli splendidi castelli del tardo Medioevo. Tuttavia, questa regione per molto tempo conobbe una profonda depressione. Per far fronte alla povertà, molti abitanti si trasferirono nelle industrializzate Torino e Savona. Nonostante tutto, agli inizi degli anni ’90 tenaci agricoltori diedero vita ad un movimento di recupero del territorio a partire dalla ristrutturazione di cascine e castelli. Ciò pose le basi per la produzione di grandi eccellenze come i formaggi, i vini e i tartufi, ma anche di un fiorente turismo eno-gastronomico. Attualmente le Langhe sono considerate una delle regioni più ricche del nord Italia.

La robiola: D.O.P. e presidio Slowfood - Nel 1996 la Robiola di Roccaverano è stato il primo formaggio a base di latte di capra ad aver ottenuto la dicitura D.O.P. Ciononostante il disciplinare stabilisce che il 50% del latte utilizzato debba essere di capra mentre per il restante 50% può essere utilizzato del latte di vacca o di pecora. Purtroppo ciò è dovuto al drastico calo negli anni passati della popolazione di capre langarole. Nonostante le difficoltà, alcuni produttori storici hanno deciso di mantenere pure le caratteristiche del formaggio utilizzando il 100% di latte crudo di capra. Ciò è stato possibile grazie anche al Presidio Slow Food che ha tutelato e garantito un aiuto essenziale a questi produttori.

Robiola: calorie e valori nutrizionali - Ogni 100 g di robiola di contano 338 kcal quindi, pur essendo un formaggio fresco, la robiola non è adatta ad una dieta ipocalorica anche perchè è costituito per il 73% da lipidi. Tuttavia è di certo meno grassi di tanti altri formaggi anche perchè il latte di capra ha una concentrazione minore di grassi e maggiore di proteine: (il 24% di 100 g di robiola è costituito da proteine, il 73% lipidi ed il 3% carboidrati). Fornisce al corpo calcio, fosforo e vitamine A e B.

Le caratteristiche della robiola - La Robiola di Roccaverano si presenta in forme cilindriche di circa 200 o 250 grammi. Questo formaggio cambia in base alla stagionatura. Una forma giovane presenterà un crosta leggera di color bianco paglierino e una pasta morbida di color bianco latte. Una forma stagionata invece si presenterà con una crosta più spessa di colore rossiccio mentre la pasta sarà più compatta di una tonalità giallo paglierino. La Robiola viene considerata stagionata solamente dopo il decimo giorno dall’inserimento negli stampi, mentre verrà chiamata “secca” quando avrà raggiunto almeno 30 giorni di stagionatura.

Ricette e abbinamenti - La robiola è davvero deliziosa se abbinata a del miele o della mostarda di frutta in un tagliere di formaggi e salumi. In cottura invece, si sposa bene con torte salate, nel ripieno di un fagottino e con ortaggi cotti in padella o al forno. Dato che la Robiola ha una pasta morbida è ottima anche da mescolare a dell’erba cipollina per creare un condimento da mangiare con la carne o semplicemente da spalmare sul pane.

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